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UN VIAGGIO ATTRAVERSO I CAPPELLI DI FELTRO DI BORSALINO
 

Nella manifattura Borsalino di Alessandria la produzione dei cappelli in feltro ha inizio con la mescola del pelo di piccoli roditori, cardato e soffiato in una macchina costruita alla fine del XIX secolo per separare la parte esterna e più morbida della fibra. In questa fase si stabilisce la qualità del feltro. Inizia quindi il processo di creazione del cappello: grazie a uno speciale macchinario che combina forza centrifuga e getti d’acqua calda, le fibre di pelo si aggregano fra loro formando una campana in feltro che successivamente viene rinforzata e resa compatta. La cloche è quindi sottoposta al primo controllo qualità manuale. Una volta approvata dagli artigiani Borsalino, la campana in feltro viene immersa in acqua bollente perché si riduca fino alle dimensioni richieste. Dopo l'asciugatura è il momento della tintura e della doppia modellatura: il cappello inizia ad acquisire la forma e le dimensioni desiderate. La superficie del feltro viene quindi levigata fino a raggiungere la rasatura corretta. Dopo la terza modellatura, il cappello acquista la forma finale e passa un altro controllo qualità eseguito dagli specialisti Borsalino. Un processo noto come bridaggio conferisce la forma circolare definitiva al cappello, pronto per le fasi di finissaggio eseguite manualmente: rifilatura, cucitura, controllo e confezionamento.

1-Soffiatura-Imbastitura
Ogni cappello in feltro viene realizzato a partire dalla materia prima. Il pelo viene mescolato, cardato e soffiato con l’aiuto di speciali macchine in legno del 1857 che ne selezionano la parte più soffice per l’imbastitura. Questa fase consiste nel far cadere a pioggia il pelo su un cono metallico forato che, oltre a ruotare, è dotato di un getto d’aspirazione. Grazie alla forza centrifuga il pelo aderisce perfettamente alla superficie del cono formando una campana in feltro che viene fissata attraverso un getto d’acqua bollente. 

2-Prefollatura-Visitaggio-Bagnaggio
Dopo aver imbastito la campana in feltro, è necessario rafforzarla con 2 macchinari speciali, rollettina e gheisa, che permettono alle fibre di saldarsi fra loro. A questo punto la cloche viene sottoposta al primo dei tre controlli qualità: il così detto visitaggio, che viene effettuato su di un tavolo retroilluminato in camera oscura. L’artigiano verifica in controluce che la superficie del feltro sia uniforme. Se ciò si verifica, si passa alla fase successiva, il bagnaggio, dove la misura della cloche viene ridotta con bagni in acqua alla temperatura di 100°.

3- Follatura-Assemblaggio bollette-Tintura-Macchinette
La misura della cloche in feltro viene ulteriormente ridotta attraverso 3 specifici macchinari, simili tra loro, che sfruttano l’utilizzo dell’acqua calda e del movimento meccanico. Questo processo è denominato follatura. Segue il passaggio al ‘Magazzino in bianco’ dove i feltri vengono assemblati e suddivisi per qualità. Si passa quindi alla tintura dei feltri che avviene in macchinari a pressione atmosferica alla temperatura di ebollizione. Le cloche vengono lasciate in ammollo per un periodo che varia dai 90 ai 240 minuti, in relazione al peso del feltro. Dopo la tintura, la misura della cloche in feltro viene ulteriormente ridotta attraverso un processo simile al bagnaggio: le macchinette. Anche per questa operazione sono fondamentali l’esperienza e la capacità degli artigiani Borsalino.

4- Sbridaggio-Informatura Scotti
E’ il momento di un passaggio fondamentale: la trasformazione della cloche in feltro dalla forma conica e rigida a quella a cappellina. La macchina sbridatrice è fornita di una grossa pinza che rompe la trama del feltro in modo da segnare una prima divisione fra cupola e tesa. Per avere una divisione ancora più netta viene utilizzata una colla naturale, la gommalacca. Si passa quindi all’informatura Scotti, che prende il nome dall’artigiano che l’ha ideata per Borsalino: dopo essere stata inserita in un macchinario che si serve di pressione atmosferica e vapore, la cappellina in feltro viene pressata con un calco d’alluminio. Una volta estratta, avrà una cupola ben definita e soprattutto una taglia. 

5-Pomiciatura-Informatura di seconda-Visitaggio
Dopo la prima informatura, la superficie della cappellina viene rasata per rendere il feltro uniforme al tatto e alla vista. Per farlo, vengono utilizzate speciali carte smerigliate e il fuoco. Come negli altri passaggi, è fondamentale l’abilità dell’artigiano che esegue le operazioni manualmente. Si passa quindi della seconda informatura, che con l’utilizzo di calchi e presse definisce il modello specifico del cappello. 

6-Bridaggio-Finissaggio
Superato il secondo controllo qualità, si passa al bridaggio. L’ala del cappello viene rifilata manualmente da un artigiano per poi essere alzata nella macchina bridatrice. L’ultima fase della produzione Borsalino è il finissaggio, fase in cui vengono applicati manualmente tutti gli accessori sulla superficie del cappello: fodera, marocchino, cinta e fiocco. Un momento fondamentale è l’applicazione del marchio d’oro Borsalino. Impresso in lamina d’oro a caldo, è il tratto distintivo che rende riconoscibili in tutto il mondo i cappelli prodotti ad Alessandria.

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